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Antocostasette Milano nasce per rivisitare in chiave rock il tessuto iconico della tradizione scozzese, il tartan. Il tartan identifica la tipica trama a quadri utilizzata per realizzare il kilt, segno identificativo fin dal XVII dei clan scozzesi che popolavano le Highlands e che utilizzavano questo pezzo di stoffa avvolto in vita anche per la caccia e le battaglie.

Antocostasette Milano è più di un brand. È l’espressione di un senso innato per la moda, di uno spirito sempre giovane e attratto dalla storia e dalla cultura delle Highlands scozzesi.

Il tartan è il filo conduttore di uno studio avviato per realizzare pezzi unici, moderni e comodi da adattare a diverse personalità e da indossare in differenti occasioni. Ogni modello dei 7 presenti nella collezione racchiude degli elementi riconducibili a questo antico tessuto: elementi di conciliazione o di contrasto. Il tartan, infatti, dal francese tiretaine, significa “ruvido e lanoso”, un contrasto di sensazione al tatto che viene richiamato da alcuni dei tessuti utilizzati nella collezione, la lana e la seta. Elemento chiave di conciliazione con la tradizione invece è rappresentato dalla gonna – maxi, midi e mini – in pattern tartan, che evoca le folte brughiere, l’erica e i cespugli di ginestra che caratterizzano le Highlands scozzesi.

Intervista ad Antonella Costantino su The Old Now dell’8 gennaio 2019

 

Antonella Costantino
Il tartan come non lo avete mai visto

Una delle caratteristiche che mi ha incuriosito maggiormente di Antonella è il suo desiderio di scoprire e conoscere a fondo storia e forma dei tessuti, di approfondire sempre e lasciare che la sua curiosità proceda insaziabile. Non potevo quindi lasciarmi sfuggire l’occasione di intervistarla e di immergermi con lei nella sua passione per le stoffe e la Scozia, che da vita a capi dall’animo rock ma allo stesso tempo ricchi di tradizione.

 

Antonella: definisciti in 3 parole e spiegacene il motivo. 

Tre parole: mi viene in mente la canzone di Valeria Rossi… beh per me: musica amore curiosità. 

La musica è sempre stata presente nella mia vita, musica rock per intenderci, come  compagna inseparabile in qualsiasi momento della vita. Con la musica mi alzo, lavoro, cammino, corro, piango, rido… con la musica creo (rock).

Amore, la soluzione a tutti i dubbi della vita è… ama e capirai. Certe volte risolvo, altre volte no. Ma non si può avere tutto.

Curiosa Osservatrice, sono un’inguaribile curiosa, la curiosità non ti pone limiti ed è sinonimo di libertà per me. Magari a volte corro il rischio di essere troppo superficiale per correre a curiosare in altro.


Antocostasette Milano: partiamo dal tuo nome ufficiale. Ci racconti come è nato e quando?

Antocosta7 è sempre stato il mio indirizzo di posta elettronica, usato da anni. 

Non è altro che l’abbreviazione del mio nome e cognome ( Antonella Costantino) e la data del mio giorno di nascita, 7 marzo, e soprattutto un numero portafortuna. Le persone ormai mi chiamano sig.ra Costa, e gli amici nuovi “Hey ciao ANTOCOSTA”. Non potevo usare un nome diverso per il mio brand. Ho aggiunto il mio cane Schwarzy some simbolo perché da quando ho iniziato questo progetto lui è fedelmente accanto a me. Non potevo escludere la fedeltà.


Moda, storia e cultura delle Highlands scozzesi. Come si crea e si tiene in equilibrio il mix di questi tre elementi che apparentemente non hanno nulla in comune?

Il tartan era già noto in Scozia nel XVI secolo, è sempre stato legato alle più antiche famiglie delle Highlands Scozzesi, colonizzate dai celti. Il kilt, o sottana o in gaelico “philibeg” risale al secolo XVIII e qui si apre un mondo…

L’uso del Kilt ad un certo punto diventa simbolo di appartenenza ad un Clan, ad un determinato territorio delle Highlands Scozzesi. Simbolo di fierezza di appartenenza. Tessuto indistruttibile, di pura lana. Usato all’inizio dalla nobiltà inglese e poi man mano arrivato a noi e usato nell’epoca moderna e anche da Curt Cobain. Nel film Bravehearth indossato come kilt. Negli anni ‘60 appare come un segnale di ribellione,  soprattutto in certi gruppi musicali. Lo porta Cindy Lauper negli anni 80. Nella moda, Gaultier, abiti in tartan strizzati in vita. Ultranoto il trench di Burberry, che ha il suo tartan. Regina indiscussa della rielaborazione del Tartan è Vivienne Westwood, icona della moda Punk negli anni ’80: esiste da sempre la sua linea – rinnovata ogni anno – “anglomania” basata sul disegno tartan.

Ogni disegno originale tartan viene registrato nel “The SCOTTISH REGISTER OF TARTANS”. Ce ne sono circa  4000 (non tutti in commercio ovviamente) Quindi 4000 mix di colori diversi. Come può la moda non innamorarsene?


Quale è il tuo capo del cuore da indossare?

La gonna lunga di tartan, la Maxi del Clan Macleod (giallo)


Quale è il tuo capo del cuore da realizzare per altre?

Beh per non essere ripetitivi tutti i capi che creo sono  capi  del cuore. Li creo per me, li indosso sempre prima io, li provo, li testo, e poi li realizzo. Quindi produco per gli altri ma anche per me; per gli altri principalmente per stare bene. In questo momento il vestito in flanella è incredibilmente accogliente caldo, quasi rilassante…beh anche il pantalone da viaggio in flanella…tutto rigorosamente disegno tartan


Quali pensi siano i tre must have che ogni donna dovrebbero avere nell’armadio?

Camicia in seta, gonna in tartan lunga, cardigan di pura lana o in cachemire


La moda è fatta a cicli: quali tendenze attendi ritornino con ansia e a quali non rinunceresti mai?

La moda anni ’60 di Yves Saint Laurent, abiti e giacche in stile safari, i pantaloni in lana, larghi a zampa con risvolto, ed i suoi  cappotti anni ’70 quelli con il colletto rotondo per intenderci,  sempre di Yves St. Laurent.

Non posso però  rinunciare allo stile stravagante e provocatorio impregnato di tradizione e tecnica di Vivienne Westwood.


Tartan è una parola magica nella tua vita. Ci racconti un ricordo legato a questo tessuto e il motivo per cui è diventato così importante per te?

Sono la classica sorella “piccola e rompiscatole”. Quando avevo 10 anni circa e lei 15, volevo sempre starle dietro. Aveva un’amica nel palazzo, si incontravano al vertice (scale condominiali) oppure a casa sua. Lei era figlia unica quindi aveva una stanza grande tutta per sè, il più delle volte mi sbattevano fuori, ovvio, ma aveva una cosa che mi piaceva da impazzire: una poltrona a dondolo in legno tutta foderata in tartan (e ovviamente io non credo di essermi mai potuta sedere su quella poltrona). Per anni mi sono portata dietro il ricordo di quella poltrona in tartan come qualcosa di bello e impossibile.

Poi l’amore per la Scozia ha risvegliato in me quell’amore mai realizzato. Un giorno ho deciso di creare vestiti solo con disegno tartan, i più belli.


Scozia: ci vivresti? cosa ti affascina qui questa terra e della sua storia?

È il mio paradiso mentale. Non l’ho scoperta ancora tutta, ma c’è un legame con quella terra come con un amante lontano. Ci devo tornare spesso e la ricerca dei tessuti per le mie collezioni mi consente questi viaggi di ricerca veramente rigeneranti. La storia travagliata con gli inglesi, la loro continua lotta per una indipendenza che ancora non riescono ad ottenere ,una terra poi anche difficilmente penetrata dai Romani e la natura veramente impregnata di fantastico sono tutti elementi affascinanti che rendono per me la Scozia una terra che è da scoprire continuamente.

Il verde poi si trova ovunque ed è sterminato. Solo ad Edimburgo, che è la capitale della Scozia, si trovano boschi, prati, colline verdi (con la vetta chiamata Arthur‘s Seat), e Il Giardino Botanico Reale. Edimburgo è fantastica ed il verde durante l’anno cambia con mille sfumature. 


Quale è la domanda che avresti voluto ricevere e la risposta che mi avresti dato?

Perché ho scelto di fare la stilista di una linea di abbigliamento proprio adesso…perché ho deciso finalmente di affrontare la sfida più grande: trasformare la mia passione in un lavoro.

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